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Presidente, presto avremo la Casa dello Studente. Una svolta? E’ una tappa importante, a corollario di tante altre cose buone che si sono fatte in questi anni». A cosa si riferisce in particolare? «All’autonomia di tre facoltà come Giurisprudenza, Matematica e Fisica ed Economia. Uno scatto d’orgoglio nella qualificazione dell’offerta formativa». C’è anche più tarantinità nel corpo docente... «Sì. Il numero degli “incardinati” tarantini è in crescita e questo avviene anche al Politecnico. E’ un aspetto fondamentale, perché così cambia anche la qualità dello studio. Non ci sono docenti che lasciano la macchina col motore acceso pronti per tornarsene a Bari. Anzi, la Casa dello Studente avrà posti anche per i docenti. Significa che ci stiamo radicando. Dopo quarant’anni di battaglie, ci siamo». Qual è stato il segnale più importante per la crescita del polo universitario? «L’inaugurazione dell’anno accademico qui a Taranto. Io credo tuttavia che il traguardo più prossimo sia quello della creazione di un polo universitario autonomo sul modello di quello di Rimini. Ora manca il tassello decisivo: l’istituzione delle facoltà di Medicina e Scienze Umane previste nell’accordo di programma. Anche se sono preoccupato». Perché? «Le risorse sono poche e vedo troppe manovre a Bari e a Lecce. Per quanto riguarda medicina, mi sembra inoltre che ci siano troppe timidezze nel nostro mondo sanitario. La città in questo momento dovrebbe essere più determinata».
Fonte: tarantosera.com
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