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Aqp anche nel business dei rifiuti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Lunedì 02 Febbraio 2009 21:27
Prima i depuratori, adesso anche i rifiuti. Negli ultimi 18 mesi l’Acquedotto Pugliese ha progressivamente allargato il perimetro di attività, ed oggi mette a posto un’altra pietra angolare. Stamattina, nello stabilimento Aseco di Ginosa, arriverà un camion di fanghi biologici provenienti dalla depurazione: un avvenimento di routine, se non fosse che da oggi l’impianto ginosino è di proprietà Aqp, che lo ha acquisito negli scorsi giorni da un gruppo del Nord per una cifra che dovrebbe essere inferiore al milione di euro. 

La Aseco, 2,7 milioni di fatturato nel 2007, una ventina di dipendenti, produce il cosiddetto compost di qualità, un fertilizzante per uso agricolo che si ricava dai fanghi, dalla frazione organica della raccolta differenziata e dai residui vegetali: l’impianto ha una capacita di 80mila tonnellate l’anno. Aqp, che gestisce 180 depuratori, spendeva ogni anno circa 4 milioni di euro per lo smaltimento dei fanghi: acquisendo un’azienda del settore trasforma un centro di costo in un centro di ricavo. La Aseco finora faceva capo al gruppo Luci ed ha cambiato bandiera da pochi giorni: l’Acquedotto ha nominato amministratore delegato un proprio dipendente, Vincenzo Romano, che avrà il compito di garantirne la gestione. 

Con questa operazione, dicono da via Cognetti, Aqp completa la filiera della depurazione e calmiera i prezzi dello smaltimento, e sarà in grado di offrire un ciclo integrale più affidabile. Nei giorni scorsi l’ingegner Monteforte ha incontrato il sindaco di Ginosa, Luigi Montanaro, cui ha assicurato che oltre a mantenere i livelli occupazionali l’Aqp garantirà la massima trasparenza sulle procedure operative, allo scopo di minimizzarne l’impatto ambientale: ogni tre mesi i risultati delle analisi e i dati sulle emissioni saranno resi pubblici attraverso Internet. 

Giudizio positivo sull’acquisto di Aseco da parte del presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido: «L’impianto dovrebbe essere funzionale solo al trattamento dei fanghi degli impianti Aqp, e questo per me è un punto di tranquillità. Se l’impianto lavora per il ciclo chiuso di una azienda pubblica, per produrre un compost di qualità, questa per noi è una buona notizia. Lo dico anche per le popolazioni di Ginosa». In passato, spiega Florido, c’erano state lamentele per i cattivi odori prodotti dal ciclo di lavorazione: «Da questo punto di vista - è l’opinione del presidente - il rapporto con una azienda pubblica sarà certamente più facile». Dal punto di vista industriale, Aqp lancia un segnale forte al mercato idrico italiano. L’internalizzazione dei depuratori, con la creazione di Pura, qualche mese fa ha fatto nascere dal nulla il primo operatore pubblico del settore. Ora l’aggiunta di un impianto nel ciclo dei rifiuti allarga l’orizzonte: è facile intravedere il modello che si rifà alle multinazionali come Veolia, che spaziano in tutti i settori nel campo ambientale. 

Certo, difficilmente Aqp (azienda pubblica, che in Puglia gestisce il servizio idrico per disposizione di legge e non per gara d’appalto) potrà muoversi sul mercato e fare concorrenza ai privati sul terreno dei servizi ambientali. Ma intanto l’azienda si rinforza, si ingrandisce e crea valore per l’azionista Regione: e questo spiega anche il crescente interesse della politica e dei privati che bussano alla porta per entrare nel capitale.

 

Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

 

 

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