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Al centro del dibattito politico in questi giorni c'è la riforma della giustizia ma precisamente il nodo sulle "intercettazioni". Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato che si potranno intercettare tutti i reati con pene superiori ai cinque anni, come prevede la legge attuale, ma la durata dell'ascolto non potrà superare i 45 giorni, prorogabili per altri 15. Per i magistrati responsabili di aver violato il segreto istruttorio, inoltre, scatterà la responsabilità disciplinare e potranno essere trasferiti: la maggioranza, dopo giorni di confronti e riunioni, trova la famosa "quadra" sulle intercettazioni. Non ci sarà nessuna lista dei reati che si potranno intercettare, ma si introdurrà un principio che potrebbe cambiare volto all'intero sistema. I magistrati, per chiedere di poter fare delle intercettazioni, non dovranno più avere tra le mani solo "gravi indizi di reato", come prevedeva il testo Alfano, ma dovranno basarsi su "gravi indizi di colpevolezza". Poi si è stabilito di fissare un tetto al budget di spesa, infatti, il Guardasigilli, nella sua relazione sulla Giustizia alla Camera, ha ricordato che i costi delle intercettazioni sono ormai fuori controllo, inoltre il nostro ministro Alfano ha annunciato che presenterà un emendamento per togliere dal ddl la previsione del carcere per i giornalisti. Anche se, ha avvertito, si affermerà comunque il principio di responsabilità del giornale, cioè dell'editore. Soddisfatto La Russa, che ha parlato di una decisione comune che va nella direzione che abbiamo sempre sostenuto e cioè di non impedire che le intercettazioni possano essere utilizzate come strumento di indagine, ma di evitare al tempo stesso abusi sia nella loro pubblicazione che nella loro durata. Ora io mi chiedo, e mi domando; gli stupratori di Guidonia che sono stati arrestati proprio grazie alle intercettazioni? Le spese e i costi delle intercettazioni sono così alte tanto quanto sono le spese della politica? Non sarà che qualcuno voglia togliere di mezzo quei spioni dei magistrati?
Proposto da: Giuseppe Punzi
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