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Il rifacimento dell’alveo del Torrente Lagnone si presenta come un progetto che ha pochi punti di contatto
con la realtà ambientale del sito in questione e analizzando proprio le devastazioni accadute con le piogge alluvionali dello scorso anno si capisce come la pavimentazione del letto del torrente, in caso di forti ed abbondanti piogge, vedrebbe aumentare notevolmente la velocità delle acque con la conseguente amplificazione dei danni che ciò comporterebbe. Lo scorso anno l’alveo dell’antico torrente Lagnone ha costituito il naturale convogliamento delle acque meteoriche; per anni il letto è rimasto a secco, se non qualche piccolo rivolo di tanto in tanto. Lo spettacolo della domenica agustina dello scorso anno ha sconvolto e lasciato sbigottiti numerosi anziani che da tempo immemore non ricordavano un evento simile. Infatti la piena torrentizia in alcuni punti ha raggiunto altezza pari a 1,20 m, per una larghezza dell’alveo di 8-10 m. La forza e la velocità dell’acqua hanno provocato danni al letto del torrente, portando via i chiusini del sistema fognante di Ginosa, intasando i pozzetti con materiale inerte. Molti di questi presentavano fuoriuscita di liquame e altro materiale di scarico, non trovando libero sfogo nei pozzetti intasati. Simili eventi non sono più così rari, ripetendosi ciclicamente. Il progetto proposto ad Area Vasta di “Intervento multifunzionale di opere di recupero e mantenimento dell’Alveo della Gravina di Ginosa” prevede il livellamento del piano di campagna tramite chianche gigantesche che andrebbero ad impermeabilizzare l’alveo della gravina alterando l’equilibrio di tutto il contesto ambientale e paesaggistico. Progetti di questo tipo vanno ad alterare siti naturali dove per secoli sono confluite le acque meteoriche e non si può pensare di andare a pavimentare l’alveo del Torrente Lagnone che ancora oggi assolve alle medesime funzioni sia per l’abitato di Ginosa che per le zone limitrofe. Prima di abbozzare degli interventi sull’alveo della gravina sarebbe stato opportuno predisporre una compiuta incentivazione della rivalorizzazione del centro storico tramite la redazione di un piano di recupero dello stesso che stimoli il ripopolamento delle zone limitrofe della gravina almeno dal punto di vista commerciale e turistico tramite sgravi fiscali ed altre agevolazioni. Questo sarà possibile in un futuro prossimo grazie al finanziamento da parte della Regione Puglia dei Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie (Pirp). Per quanto compete all’Ente Comune, ci si dovrebbe orientare verso progetti che non alterino la natura e lo sviluppo di siti di grande rilevanza naturalistica come la gravina ginosina. Proposto da: Marta Teresita Galeota Vice Presidente del Consiglio
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