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Il 6 marzo 2006 è la data che ha visto l’affidamento dell’incarico di redazione del Piano della Mobilità urbana ginosino all’Architetto Pace ed al Geometra Pastore.
L’incarico, del costo di 10.000 € prevedeva anche un termine: 90 giorni dall’affidamento. Siamo nel 2009, ben più di 3 anni da quel 6 marzo e ben oltre quei 90 giorni ed oggi si porta in discussione in conferenza dei capigruppo una bozza di Piano approssimativa. Un lavoro lungo ben 3 anni, portato in conferenza dei capigruppo per raccogliere ulteriori pareri e che è fatto senza che sia evidente alcuna volontà politico-amministrativa e senza aver impostato lo studio del PMU su un’analisi scientifica: rilevazioni di inquinamento acustico e di polveri sottili. Se si vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini, non occorre cambiare i sensi di marcia o creare i sensi unici, al solo scopo di aumentare i posti parcheggio rendendo le strade ancor più difficili da percorrere a piedi, magari con un passeggino visto che i marciapiedi, dove ci sono, sono occupati da pali della segnaletica verticale o da centraline telefoniche o elettriche. La bozza di Piano presentata in conferenza dei capigruppo del 14 dicembre scorso ha rivelato numerose carenze: innanzitutto, come mai il PMU non è stato progettato tenendo conto che la regione ha approvato e finanziato i Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) che prevede anche una mobilità che mira al recupero sociologico ambientale e urbanistico delle periferie e non solo. Come mai è trascorso tutto questo tempo prima di portare in conferenza dei capigruppo una bozza di Piano, valido per soli due anni, nonostante i già trascorsi più di 3 anni per la sua redazione? Un tale lavoro giustificherebbe un piano del traffico, definitivo, che ad oggi manca e che individuerebbe aree di parcheggio nell’abitato e nelle periferie sufficiente ai bisogni della città ormai invasa da autoveicoli. Qualsiasi intervento deve prevedere in primis un capitolo per la voce “Risorse”. Solo partendo da capitali ben individuati si può predisporre un vero piano di interventi sulla viabilità che preveda i bus navetta e gli autisti, la realizzazione delle fermate e degli arredi urbani, la segnaletica, le aree destinate ad uso specifico (area mercatale, spazi per la socializzazione, ecc). Nessun atto illustra come l’amministrazione realizzerà le modifiche descritte nella relazione illustrativa dei tecnici redattori. Si parla di “operazione trasparenza”. Come mai non si è pubblicato il piano nel sito comunale? Durante la seduta dei capigruppo è stato detto che sono stati variati alcuni sensi di marcia e che i cittadini “non se ne sarebbero neanche accorti”. Come si spiega allora la nascita di diversi comitati spontanei che raccolgono firme e che manifestano dei disagi nei confronti di queste ordinanze sindacali? Nessuno ha ricevuto risposta. È assente il dialogo con il cittadino, sia ginosino che marinese. Nella relazione si parla della risoluzione di 15 punti critici di ingorgo con quindici proposte che, in realtà, anziché risolvere le criticità le amplificano. La bozza di piano è stata discussa in conferenza dei servizi con l’associazione commercianti, carabinieri, Polizia Municipale, Sindaco società di trasporto (CIP, Sita ecc), Scuole. L’UTC, seppur convocato, a quanto riferito da chi ha illustrato il rapporto, non ha preso ancora parte ad alcun incontro. Proprio l’associazione dei commercianti, in un successivo incontro svoltosi il primo dicembre, ha espresso il suo “niet” chiedendo, così, la sospensione del provvedimento. Ancora una volta dobbiamo registrare oltre ai ritardi degli interventi indispensabili per la città la scarsa comunicazione e l’assenza di programmazione di chi ci governa.
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